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L’assemblea del Centro Culturale Lumen Gentium è convocata per
il giorno 11/02/2011 alle ore 20:30 in prima convocazione e 21:00 in
seconda convocazione presso la ex-parrocchiale in via Chiesa n. 14.
Ordine del giorno: .Approvazione del bilancio .Rinnovo del Consiglio Direttivo .Varie ed eventuali
9 Giugno 2010
IL TIMONE n. 94 di giugno 2010 a pag. 12 riporta la notizia di
un bimbo abortito e scaraventato ancor vivo tra i rifiuti; il
cappellano del nosocomio, avviatosi a pregare in sala operatoria, lo ha
sentito gemere ed ha ottenuto, sembra con qualche difficoltà, che fosse
messo in una incubatrice, ove però è morto dopo due giorni. Il nostro
parere sull’aborto è quello di tutti i cattolici, e non solo dei
cattolici, e non è il caso di ripeterlo in questa sede; tuttavia questo
episodio si presta ad un’altra considerazione.
Dopo l’aborto il neonato era vivo: egli pertanto non era più un feto
abortito, bensì un cittadino italiano ed, in quanto tale, in forza
della stessa legge italiana, aveva diritto non solo ad essere soccorso,
ma anche all’assistenza sanitaria. Tuttavia, è stato lasciato
agonizzare per quattro ore: pur non essendo un giurista, credo che
esistano gli elementi per configurare, a carico di coloro che hanno
operato l’aborto, almeno il reato di omissione di soccorso se non
quello di omicidio.
Gianluca di Castri
Presidente Centro Culturale LUMEN GENTIUM
Aggiornamento 10/06/10 - articolo Avvenire
NON PRAEVALEBUNT
24 aprile 2010
Gianluca di
Castri e Sergio Grazioli
In questo momento storico,
in cui forze oscure attaccano da ogni parte l’unica Chiesa di
Cristo, è dovere di tutti i cattolici fare quadrato intorno al Papa
ed ai Vescovi per la difesa della verità.
La tolleranza non è in
una prospettiva cristiana un dogma né un fine ultimo, ma solo un
atteggiamento pratico basato sulla virtù morale della prudenza, che
in certi casi può essere giusta ed in altri imprudente e colpevole:
è senz’altro imprudente e colpevole qualora sia messa in dubbio
l’esistenza della verità.
Riteniamo che sia
doveroso, per tutti i cristiani, liberarsi dall’attuale clima di
disarmo psicologico e morale ed avere il coraggio di testimoniare la
propria fede e lottare per essa, pur mantenendo un atteggiamento di
apertura, comprensione e rispetto che include anche la responsabilità
di trarre delle conclusioni.
La questione dei preti
pedofili, in particolare, non può che portare nuova sofferenza in
tutti noi; bene ha fatto il Papa ad intervenire tempestivamente e con
rigore, dando ampia visione mediatica alla Sua azione.
Ci è stato insegnato di
praticare innanzitutto la correzione fraterna che significa
accoglienza ed intimo coinvolgimento, lontano dalle piazze come
invece usano fare anche oggi gli ipocriti (stacciarsi le vesti non
passa di moda!). Ma ciò non pregiudica azioni successive che portano
alla rivelazione pubblica e poi all’allontanamento di chi ha
sbagliato, se non riconosce l’errore e se ne dissocia.
Detto ciò non si può
nemmeno rimanere indifferenti a quanto stia avvenendo a livello
mediatico e non includere questo episodio nella guerra aperta
dichiarata dal mondo laicista al Cristianesimo.
Riteniamo di fare cosa
utile riportando il testo integrale della lettera che il senatore
Marcello Pera ha inviato lo scorso 17 Marzo al Direttore del Corriere
della Sera esprime una posizione che condividiamo pienamente e
riteniamo utile portare all’attenzione del maggior numero di
persone.
Lettera al Direttore
del Corriere della Sera
(Caro Direttore) La
questione dei sacerdoti pedofili o omosessuali scoppiata da ultimo in
Germania ha come bersaglio il Papa. Si commetterebbe però un grave
errore se si pensasse che il colpo non andrà a segno data l’enormità
temeraria dell’impresa. E si commetterebbe un errore ancora più
grave se si ritenesse che la questione finalmente si chiuderà presto
come tante simili. Non è cosí, è in corso una guerra. Non
propriamente contro la persona del Papa, perchè, su questo terreno,
essa è impossibile. Benedetto XVI è reso inespugnabile dalla sua
immagine, la sua serenità, la sua limpidezza, fermezza e dottrina.
Basta il suosorriso mite per sbaragliare un esercito di avversari.
No, la guerra è fra il laicismo e il cristianesimo. I laicisti sanno
bene che, se uno schizzo di fango arrivasse sulla tonaca bianca,
verrebbe sporcata la Chiesa, e se fosse sporcata la Chiesa allora lo
sarebbe anche la religione cristiana. Per questo i laicisti
accompagnano la loro campagna con domande del tipo “chi porterà
più i nostri figli in Chiesa?”, oppure “chi manderà più i
nostri ragazzi in una scuola cattolica?”, oppure ancora “chi farà
curare i nostri piccoli in un ospedale o una clinica cattolica?”
Qualche giorno fa una
laicista si è lasciata sfuggire l’intenzione. Ha scritto:
“l’entità della diffusione dell’abuso sessuale su bambini da
parte di sacerdoti mina la stessa legittimazione della Chiesa
cattolica come garante della educazione dei più piccoli”. Non
importa che questa sentenza sia senza prove, perchè viene
accuratamente nascosta “l’entità della diffusione”: un per
cento di sacerdoti pedofili? dieci per cento? tutti? Non importa
neppure che la sentenza sia priva di logica: basterebbe sostituire
“sacerdoti” con “maestri” o con “politici” o con
“giornalisti” per “minare la legittimazione” della scuola
pubblica, dei parlamenti o della stampa. Ciò che importa è
l’insinuazione, anche a spese della grossolanità dell’argomento:
i preti sono pedofili, dunque la Chiesa non ha autorità morale,
dunque l’educazione cattolica è pericolosa, dunque il
cristianesimo è un inganno e un pericolo.
Questa guerra del laicismo
contro il cristianesimo è campale. Si deve portare la memoria al
nazismo e al comunismo per trovarne una simile. Cambiano i mezzi, ma
il fine è lo stesso: oggi come ieri, ciò che si vuole è la
distruzione della religione. Allora l’Europa pagò a questa furia
distruttrice il prezzo della propria libertà; è incredibile che
soprattutto la Germania, mentre si batte continuamente il petto per
la memoria di quel prezzo che essa inflisse a tutta l’Europa, oggi,
che è tornata democratica, se ne dimentichi e non capisca che la
stessa democrazia sarebbe perduta se il cristianesimo venisse ancora
cancellato. La distruzione della religione comportò allora la
distruzione della ragione. Oggi non comporterà il trionfo della
ragion laica, ma un’altra barbarie. Sul piano etico, è la barbarie
di chi uccide un feto perchè la sua vita nuocerebbe alla “salute
psichica” della madre. Di chi dice che un embrione è un “grumo
di cellule” buono per esperimenti. Di chi ammazza un vecchio perchè
non ha più una famiglia che se ne curi. Di chi affretta la fine di
un figlio perchè non è più cosciente ed è incurabile. Di chi
pensa che “genitore A” e “genitore B” sia lo stesso che
“padre” e “madre”. Di chi ritiene che la fede sia come il
coccige, un organo che non partecipa più all’evoluzione perchè
l’uomo non ha più bisogno della coda e sta eretto da solo. E cosí
via.
Oppure, per considerare il
lato politico della guerra dei laicisti al cristianesimo, la barbarie
sarà la distruzione dell’Europa. Perchè, abbattuto il
cristianesimo, resterà il multiculturalismo, che ritiene che ciascun
gruppo ha diritto alla propria cultura. Il relativismo, che pensa che
ogni cultura sia buona quanto qualunque altra. Il pacifismo che nega
che il male esiste. Oppure resterà quell’europeismo retorico e
irresponsabile che dice che l’Europa non deve avere una propria
specifica identità, ma essere il contenitore di tutte le identità.
Salvo poi ricredersi e andare nella cattedrale di Strasburgo a dire:
“ora abbiamo bisogno dell’anima cristiana dell’Europa”.
Questa guerra al
cristianesimo non sarebbe cosí pericolosa se i cristiani la
capissero. Invece, all’incomprensione partecipano molti di loro.
Sono quei teologi frustrati dalla supremazia intellettuale di
Benedetto XVI. Quei vescovi incerti che ritengono che venire a
compromesso con la modernità sia il modo migliore per aggiornare il
messaggio cristiano. Quei cardinali in crisi di fede che cominciano a
insinuare che il celibato dei sacerdoti non è un dogma e che forse
sarebbe meglio ripensarlo. Quegli intellettuali cattolici felpati che
pensano che esista una questione femminile dentro la Chiesa e un non
risolto problema fra cristianesimo e sessualità. Quelle conferenze
episcopali che sbagliano l’ordine del giorno e, mentre auspicano la
politica delle frontiere aperte a tutti, non hanno il coraggio di
denunciare le aggressioni che i cristiani subiscono e l’umiliazione
che sono costretti a provare dall’essere tutti,
indiscriminatamente, portati sul banco degli imputati. Oppure quei
cancellieri venuti dall’Est che esibiscono un bel ministro degli
esteri omosessuale mentre attaccano il Papa su ogni argomento etico,
o quelli nati nell’Ovest, i quali pensano che l’Occidente deve
essere laico, cioè anticristiano.
La guerra dei laicisti
continuerà, se non altro perchè un Papa come Benedetto XVI che
sorride ma non arretra di un millimetro la alimenta. Ma se si capisce
perchè non si sposta, allora si prende la situazione in mano e non
si aspetta il prossimo colpo. Chi si limita soltanto a solidarizzare
con lui o è uno entrato nell’orto degli ulivi di notte e di
nascosto oppure è uno che non ha capito perchè ci sta.
ASSEMBLEA ORDINARIA
L’assemblea ordinaria
dei soci del
Centro
Culturale Lumen Gentium è convocata per il giorno 18 febbraio 2009 alle
ore 18:00 in prima convocazione e 18:30 in seconda convocazione presso
la ex-parrocchiale in Pozzo d’Adda, via Chiesa n. 14.
Ordine del giorno:
relazione del
presidente –
approvazione bilancio 2008 – preventivo 2009 - varie ed eventuali
Nel recente viaggio
apostolico in Francia, parlando al mondo della cultura, il papa
Benedetto XVI ha sottolineato ancora una volta il valore fondamentale
dell’apologetica, ovvero il rendere ragione della propria fede.
Questa è anche
la
missione del Timone, che
raccoglie ancora una volta questa sfida
invitando tutti a un incontro sulle ragioni della fede.
Presentazione
del libro:
PERCHE’ CREDO
Intervengono
gli autori: Vittorio Messori -
Andrea Tornielli
Introduce
Gianpaolo Barra
SABATO 22 NOVEMBRE 2008 - ore 15.30
salone
parrocchia S. Giovanni Evangelista
Via Pavoni, 10
- Milano
MM3 - Maciachini
COMUNICATO
STAMPA
UN COMITATO PER PIO XII
«Una
migliore conoscenza
e valorizzazione della figura di Pio XII contribuiranno alla corretta
ermeneutica del Concilio Vaticano II». È quanto affermano alcune
personalità
laiche del mondo della cultura, della politica e del giornalismo, che
in questi
giorni hanno dato vita a un comitato finalizzato a far meglio conoscere
la
figura di Eugenio Pacelli, Papa Pio XII, del quale ricorre il prossimo
ottobre
il cinquantenario della morte. Tra i firmatari dell’iniziativa, che
intende promuovere gli studi sul magistero e sull'opera
del Pontefice, vi sono politici bipartisan, docenti
universitari, scrittori
e giornalisti. «La Chiesa del Concilio è debitrice a Pio XII non meno
che a
Papa Giovanni XXIII – sostengono i promotori del comitato – se si
guardano le
minute delle discussioni dei Padri conciliari il suo nome è citato in
ben 1.500
interventi. Nelle note dei documenti conciliari Papa Pacelli è citato
oltre 200
volte. È la citazione più ricorrente, eccezion fatta per le Sacre
Scritture».
Il comitato, nel
suo appello, ricorda lo stato della causa di beatificazione e ritiene
che approfondire
la figura di Pio XII, al di là delle leggende nere che negli ultimi
decenni ne
hanno infangato il nome, possa contribuire a leggere lo stesso Concilio
Vaticano II non come un evento di rottura e di discontinuità nella
storia della
Chiesa, ma secondo quella che Benedetto XVI, nel discorso alla Curia
romana del
dicembre 2005, ha definito l’ermeneutica della
riforma.
«Papa Pio
XII ha
anticipato e preparato il Concilio – si legge nell’appello – si pensi
solo alla
riforma liturgica da lui avviata con l’enciclica Mediator Dei o
all’enciclica Divino afflante Spiritu sullo studio della Sacra
Scrittura. Il Concilio ha quindi portato a conclusione quello che era
stata
avviato sotto il suo Pontificato». Non esiste dunque una
“contrapposizione” tra
Pio XII e Giovanni XXIII, come aveva sottolineato Paolo VI, il quale
aveva
voluto avviare contemporaneamente la causa di beatificazione dei suoi
due
predecessori.
I
sottoscrittori
intendono infine ricordare la grande opera di carità che Pio XII mise
in atto rimanendo
a Roma, unica autorità presente nella capitale dopo l’invasione
tedesca,
facendo aprire i conventi e togliendo la clausura per accogliere
migliaia di
perseguitati, molti dei quali ebrei.
L'elenco
dei firmatari
qui allegato è da considerarsi provvisorio, in quanto nuove adesioni
stanno
giungendo in queste ore.
Il
coordinatore e
segretario è l'avvocato rotale Emilio Artiglieri, l'indirizzo del
comitato
è il seguente: Studio Artiglieri-Corsi, via Fulceri Paolucci de Calboli
54,
int. 7/A, 00195 Roma.
Le adesioni
via email
possono essere spedite al seguente indirizzo:
comitatopapapacelli@gmail.com
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UNIVERSITA’ LA SAPIENZA,
UN’ALTRA VERGOGNA PER L’ITALIA
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I Papi hanno potuto parlare
ovunque nel mondo (Cuba, Nicaragua, Turchia, etc.). L’unico posto dove
il Papa non può parlare è La Sapienza, un’università fondata, tra
l’altro, proprio da un pontefice.
Quanto è
accaduto mette in evidenza due fatti gravissimi:
1)
l’incapacità dello Stato italiano a garantire la possibilità di
espressione sul territorio italiano di un Capo di Stato estero, nonchè
Vescovo di Roma e guida spirituale di oltre un miliardo di persone.
Piccoli gruppi trovano, di fatto, protezioni anche autorevoli
nell’impedire ciò che la stragrande maggioranza della gente attende e
desidera;
2) la
decadenza culturale dell’universita italiana, per cui un ateneo come La
Sapienza rischia di trasformarsi in una “discarica” ideologica.
Ora
quanto è accaduto verrà descritto da alcuni come la vittoria del
pensiero moderno contro il Papa oscurantista. In realtà mai come ora è
emersa la debolezza e paura di tale cultura.
Chi ha
forti convinzioni lotta per esse e non teme il confronto, anzi lo cerca
e lo desidera, perchè in fondo tende alla verità. Chi ha paura invece
rifugge dal confronto perchè ama solo se stesso e la propria posizione
di potere.
Il professor Renato Guarini, Rettore dell'Università “La
Sapienza”, autore dell’invito al Pontefice, aveva detto di aspettarsi
dalla visita del Papa teologo “un momento di alta cultura” e di
“confronto di idee” di cui avrebbe beneficiato tutta la comunità
universitaria. Purtroppo si tratta di un’occasione che è andata
perduta, ed il danno principale lo subiscono i non credenti, perchè noi
non abbiamo certo bisogno che il Papa si rechi all’Università La
Sapienza per sentire la sua voce. L’intolleranza è una disgrazia per
chi la pratica e, prima o poi, si ritorce a suo danno.
Come
cittadini e come cattolici siamo indignati per quanto avvenuto e siamo
addolorati per Benedetto XVI, a cui ci sentiamo ancora più legati,
riconoscendo in lui il difensore – in forza della sua fede – della
ragione e della libertà.
Cornate D’Adda, 15 gennaio
2008.
GRUPPO CULTURALE “BENEDETTO
XVI” – Cornate d’Adda
CENTRO CULTURALE “LUMEN
GENTIUM” – Pozzo d’Adda
CENTRO CULTURALE “DIMENSIONE
CULTURA” – Ronco Briantino
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Comunicato stampa
Noi
siamo con il Papa e i Vescovi uniti a Lui!
Siamo
un gruppo di iscritti all'Azione Cattolica, sollecitati anche da
amici, cristiani comuni, desiderosi di manifestare un forte disagio per
il
silenzio dell' Azione Cattolica della nostra Diocesi.
Abbiamo
letto, è pur vero, un breve comunicato su Avvenire, con il
quale si manifestavano alcune riserve nei confronti della proposta di
legge del
Governo per riconoscere unioni innaturali tra le persone.
Ma era
molto blando. Ciò che si vuole introdurre nel nostro
ordinamento civile, di Civile non ha proprio nulla! Non solo è
immorale, ma è
di cattivo esempio per la gioventù, già disorientata, così come gran
parte
della società italiana, e non solo quella cristiana.
Il
disagio aumenta ancor più perchè i proponenti di
tale
legge si dichiarano cristiani cattolici, e con vanto aderenti
purtroppo, alla gloriosa, nei tempi passati, Azione Cattolica.
Non
hanno nemmeno l'umiltà,(o il coraggio?) il buon senso di difendere
il Santo Padre ed i Vescovi che suggeriscono ed evidenziano con la
ragione e
con l'esperienza della storia, i pericoli che questa legge comporterà
per la
nostra gente e per le future generazioni.
Hanno
addirittura l'ardire di invitare i nostri Pastori a tacere.( Gli
stessi poi che diffondono falsamente silenzi dei tempi
passati).
Ma
se i cattolici laici e l' Azione Cattolica non parlano, è
ovvio che i nostri Pastori debbano illuminare i fedeli ed i semplici.
Questi
cattolici sono più laicisti dei laicisti di professione. Che
pena!
Quasi che la fede sia di ostacolo all'uomo. Dice bene Papa Benedetto
XVI, al
quale manifestiamo la nostra gratitudine per i suoi pronunciamenti,
quando
afferma che ". la Fede è amica della ragione". Si provi ad
immaginare una società di senza Dio e senza i suoi Pastori da
Lui
chiamati.
Noi non
vogliamo essere "cattolici adulti", desideriamo
rimanere bambini, semplici, liberi di amare ed ubbidire al nostro Papa.
La
libertà non pretende diritti, ma offre la possibilità di
realizzare con gioia i propri doveri! Questo si che è vero
progresso.
Altro che cattolici progressisti, sinistri o laicisti che dir
si voglia.
E'
imminente però un'occasione per riparare. Tra qualche giorno è S.
Giuseppe, l' onomastico del nostro Pontefice, come sarebbe
bello, e utile,
radunare tutti gli aderenti all' A.C. nel nostro Duomo, per
una S. Messa
di ringraziamento al Signore per averci donato questo Papa ed
i nostri
Vescovi.
Luigi Cantù
con diversi aderenti e simpatizzanti dell' A.C. del
Vimercatese.
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